“Ero a New York City quando ebbi questa idea. Ricordo che mi colpì da un lato la fredda “macchina” della “big apple” che apparentemente omologa e inscatola, in un disegno più ampio, tutti coloro che ci vivono, ma dall’altro è capace di grossi (e organizzatissimi) slanci di generosità che solo loro sanno dimostrare di avere. Ero in subway infatti, in una grigissima e freddissima giornata d’inverno, e ricordo che pioveva di brutto ma, contrariamente a noi italiani, li tutto continua allo stesso modo e con lo stesso ritmo di quando la giornata ti offre sole e clima mite. Business is business!
Avevo oramai adeguato il mio ritmo e, soprattutto, il mio “passo” a quello della massa enorme di “people” che si muove tutti i giorni tra le subway e le streets, quando, quasi con la coda degli occhi, vengo colpito da un volto familiare disegnato su di un manifesto. Attratto, quindi, ed incuriosito, mi soffermo e leggo che una fondazione chiede aiuto ai cittadini e li invita a portare cibo e coperte, al Gran Central, per gli homless per l’avvicendarsi del “freddo” natalizio. Ma soprattutto, fisso quel volto disegnato non tanto perché era quello della statua della libertà che con una smorfia di sofferenza e distesa in orizzontale, faceva capire che tremava dal freddo, ma soprattutto, perché quel volto, sul proprio corpo tremolante, così rappresentato e disegnato, somigliava tantissimo ad un noto personaggio napoletano. In un lampo capii che se avessi coinvolto noti personaggi facendoli interpretare “per un giorno” il ruolo di “clochard” e fotografandoli per un libro o calendario, probabilmente si sarebbe innescato un meccanismo di lettura che, in buona parte, avrebbe potuto far pensare quanto la propria vita può prendere una strada diversa e, allo stesso tempo, quante strade diverse ci sono in strada che, probabilmente, potevano essere “strade normali”. Innescando quindi, un momento di riflessione e di sensibilizzazione. Appena ne ho avuto la possibilità, ho voluto realizzare questa mia idea e voglio ancora ringraziare tutti coloro che in vario modo, hanno contribuito alla realizzazione del progetto".

Salvatore Sparavigna